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Cosa significa cruelty-free?

Aggiornato il: feb 14



Un cosmetico può essere definito cruelty-free quando non viene testato sugli animali.


In Europa, l’11 marzo 2013 è entrato in vigore il divieto assoluto di testare sugli animali nel settore cosmetico.


Quindi siamo sicuri che i brand di cosmetica che acquistiamo in Italia siano cruelty-free? No.


La legge infatti è stata circoscritta agli ingredienti creati appositamente per il settore cosmetico.


Quindi, se un ingrediente utilizzato all’interno di un prodotto proviene dal settore farmaceutico o alimentare, potrebbe essere stato testato sugli animali.


Inoltre, gli ingredienti testati sugli animali prima dell’entrata in vigore della legge, possono essere utilizzati per i nuovi prodotti.


Alcuni brand – quelli certificati ICEA-LAV – utilizzano esclusivamente ingredienti in commercio da lunghi anni, parte di una lista dichiarata sicura già nel 1976 e quindi non oggetto di sperimentazione.


Comunque, in generale, la maggior parte dei prodotti venduti in Europa sono cruelty-free. Ma spesso non lo sono i brand che li producono. Non è detto che un marchio sia cruelty-free solo perché distribuisce in Italia prodotti che lo sono: un brand può produrre cosmetici cruelty-free in Europa ma non nel resto del mondo.


In alcuni paesi, i test sugli animali sono ancora obbligatori. Tutte le aziende che producono o vendono lì i propri prodotti, devono necessariamente effettuare i test. Le aziende che decidono di vendere in questi paesi, accettano l'animal testing. Per esempio, in Cina è obbligatorio per legge testare sugli animali. Quindi, un brand che vende i suoi prodotti anche in Cina, sicuramente dovrà effettuare animal testing sul territorio cinese.


Come possono i brand commercializzare i propri prodotti in Cina senza effettuare test? Vendendo solo online, per esempio. Infatti, vendere online non implica l’obbligo di testare sugli animali.


Sulle etichette dei prodotti, si possono trovare alcuni simboli per aiutarci a riconoscere un prodotto cruelty-free. Le associazioni più famose che rilasciano certificazioni cruelty-free sono Peta e Leaping Bunny (ICEA-LAV), entrambe riconoscibili con il simbolo del coniglietto bianco. Ma ricordiamoci che se un prodotto è cruelty-free, non significa che il brand non testi sugli animali.


I test nel settore cosmetico servono generalmente per verificare le reazioni dei composti chimici. Consistono in test di irritazione cutanea e oculare infilando composti chimici negli occhi degli animali e depilandoli per provare i composti direttamente sulla pelle, test di ingestione forzata forzandoli a mangiare composti e test sulla dose massima tollerata prima di ammalarsi di cancro o morire. Ogni anno vengono utilizzati circa 200.000 animali, soprattutto conigli, porcellini d'India, criceti, ratti, topi, cani (soprattuto beagles) e scimmie.

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