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Nuove leggi per i test sugli animali in Cina nel 2021: cosa è cambiato?



Dal primo gennaio 2021 sono entrate in vigore nuove leggi riguardo i test sugli animali in Cina. C'è molta confusione intorno al tema, soprattutto con le nuove modifiche apportate.


In questo articolo analizzerò quello che so sulle leggi cinesi sui test sugli animali nel 2021. Parleremo brevemente delle delle normative cinesi sui test sugli animali negli ultimi anni, il rischio dei test post-commercializzazione e lo stato attuale dei test sugli animali per i cosmetici in Cina.


La Cina è l'unico paese che richiede che i cosmetici vengano testati sugli animali, ed essendo il secondo mercato beauty più grande al mondo, è importante conoscere le leggi per capire quali siano effettivamente le aziende cruelty-free, per come lo intendo io.


Le leggi sui test sugli animali dal 2012 al 2021


Nel 2012 è stato dichiarato che i cosmetici venduti in Cina dovevano necessariamente essere testati sugli animali. Le aziende hanno dovuto scegliere se continuare a vendere i propri prodotti in Cina o astenersi dal farlo.


Le aziende che hanno continuato a vendere in Cina, hanno scelto di testare sugli animali. Scelta più che comprensibile se si pensa alla grandezza del mercato cinese e al profitto che una nazione come la Cina può dare a un’azienda. Invece, le aziende che hanno preferito non vendere in Cina, hanno scelto di rendere o mantenere il brand cruelty-free.


All’epoca, tutti i marchi di cosmetici che desideravano vendere i loro prodotti in Cina dovevano sottoporre i loro prodotti finiti a essere testati sugli animali nei laboratori cinesi. Quegli stessi prodotti – e i loro ingredienti – erano già stati messi in vendita nei mercati locali dei marchi, e si erano già dimostrati sicuri. Le aziende dovevano comunque fornire un campione dei loro prodotti da testare sugli animali prima di poterli vendere in Cina. Era un meccanismo abbastanza semplice: per vendere in Cina dovevi accettare i test sugli animali e pagare degli scienziati cinesi per testarli nei laboratori.


Nel 2014 la Cina ha aggiornato le leggi. A quel punto, i cosmetici per usi non speciali di fabbricazione nazionale potevano essere esentati dalla sperimentazione se fossero stati ritenuti affidabili.


Il primo gennaio 2021 la Cina ha apportato alcune modifiche ulteriori alle leggi sulla sperimentazione animale, revocando alcuni test obbligatori per alcuni cosmetici.


Prima di spiegare la legge, dobbiamo capire come la Cina distingue i cosmetici: cosmetici per uso speciale e cosmetici per uso non speciale.


Cosmetici per uso speciale


I cosmetici per uso speciale sono prodotti tipo le tinte per capelli, le creme solari, i prodotti sbiancanti, i prodotti anticaduta per capelli e i cosmetici che propongono una nuova efficacia.


I cosmetici per uso speciale devono ancora essere testati sugli animali. Ciò include anche cosmetici per uso speciale realizzati in Cina.


Cosmetici per uso non speciale


I cosmetici per uso non speciale, chiamati solitamente “cosmetici ordinari”, sono tutti gli altri prodotti: trucchi, prodotti per la cura della pelle, prodotti per i capelli, smalto per unghie e profumi.


Le modifiche alle leggi cinesi sui test sugli animali si applicano solo ai cosmetici ordinari.


I cosmetici ordinari che devono essere testati sugli animali


Le nuove leggi non esentano tutti i cosmetici ordinari a essere testati sugli animali.


I test sugli animali sono richiesti per i cosmetici ordinari se soddisfano almeno uno dei seguenti:

  • I prodotti sono commercializzati o progettati per neonati e/o bambini

  • I prodotti che contengono un “nuovo ingrediente cosmetico”

  • Il produttore è elencato come obiettivo di supervisione chiave in base ai risultati del sistema di classificazione quantitativa stabilito dall’NMPA

Se si applica una delle condizioni di cui sopra, le aziende saranno tenute a condurre test sugli animali.


Se il prodotto di un’azienda non rientra in uno dei criteri elencati sopra, può qualificarsi per essere esentata dalla sperimentazione sugli animali nel 2021, ma solo se soddisfa una serie di condizioni preliminari.


Come può un’azienda evitare di testare sugli animali?


La aziende cosmetiche straniere che desiderano importare e vendere i loro cosmetici per uso non speciale in Cina senza test sugli animali prima della commercializzazione devono soddisfare due precondizioni specifiche:

  • Ottenere le certificazioni GMP emesse e concesse dall’autorità cosmetica del governo locale

  • Fornire una valutazione della sicurezza che possa confermare pienamente sulla sicurezza dei prodotti

A quanto sembra, per il momento non è facile ottenere queste certificazioni. Negli Stati Uniti si è rivelato particolarmente complesso. Il governo francese, invece, ha creato una piattaforma online che consente alle aziende cosmetiche di ottenere questi certificati. Speriamo che la maggior parte dei paesi europei seguiranno l’esempio della Francia.


Non è ancora chiaro se il governo cinese riconoscerà questi certificati e le valutazioni di sicurezza rilasciati da istituzioni estere. Per adesso, nessun marchio è stato accettato per la vendita in Cina senza effettuare test.


Tutti i cosmetici venduti in Cina devono essere testati?


Non tutti i cosmetici venduti in Cina devono essere testati. Infatti, dipende anche dalla modalità di vendita che le aziende scelgono.


Cina continentale


È obbligatorio effettuare i test sugli animali sui cosmetici venduti nei negozi fisici al dettaglio nella Cina continentale. Se i prodotti cosmetici di un’azienda sono commercializzati su uno scaffale di un negozio della Cina continentale, allora saranno stati testati sugli animali.


Hong Kong, Macau e Taiwan


I cosmetici possono essere importati e venduti in queste regioni senza test sugli animali. Questo perché Hong Kong, Macao e Taiwan non fanno parte della Cina continentale e non hanno le stesse leggi sui test sugli animali.


Vendita online


I cosmetici venduti direttamente al consumatore attraverso i siti di e-commerce transfrontalieri non sono mai stati tenuti a testare sugli animali. Ciò include le aziende che vendono dal proprio sito web o su un sito web di rivenditori cinesi online, in cui i prodotti vengono spediti direttamente ai consumatori e quindi non devono essere testati sugli animali.


È per questo che è molto importante capire se i brand vendano nei negozi fisici nella Cina continentale.


I cosmetici prodotti in Cina devono essere testati?


I cosmetici prodotti in Cina ma non venduti in Cina non devono essere testati sugli animali. I brand che producono in Cina ma non vendono lì i propri prodotti non sono mai stati obbligati a testare sugli animali.


E i prodotti realizzati e venduti in Cina?


Nel 2014 la Cina ha aggiornato le proprie leggi sui test sugli animali consentendo ai cosmetici ordinari di produzione nazionale di essere esentati dai test pre-commercializzazione se valutati sicuri e affidabili.


Alcuni brand che vogliono continuare a essere cruelty-free senza rinunciare a vendere in Cina, utilizzano proprio questa strategia. Producono i prodotti che vogliono vendere in Cina in una struttura locale.


Comunque i test post-commercializzazione possono essere ancora richiesti.


Test pre-commercializzazione e test post-commercializzazione


I test post-commercializzazione vengono condotti dopo che la registrazione del prodotto è stata approvata e il prodotto è già commercializzato sugli scaffali dei negozi in Cina. I prodotti vengono testati in modo casuale per assicurarsi che quelli venduti ai clienti siano gli stessi nei loro record di registrazione. Ma molti esperti e organizzazioni hanno opinioni contrastanti sul fatto che i test post-commercializzazione siano ancora in corso sugli animali.


Nel 2019 è stato annunciato che i test post-commercializzazione in Cina non includeranno test sugli animali ed è stato anche riferito che i test post-commercializzazione non sono stati condotti su animali da anni.


Inoltre, alcuni marchi cruelty-free che attualmente vendono cosmetici ordinari di produzione nazionale in Cina hanno politiche in atto che, nel caso in cui i loro prodotti venissero indagati, ritirerebbero i loro prodotti dagli scaffali anziché permettere di effettuare i test sugli animali.


Alcuni consumatori cruelty-free non si sentono a proprio agio nel supportare qualsiasi marchio che scelga di mettere i propri prodotti a rischio di essere testati sugli animali in Cina, poiché le normative cinesi non escludono esplicitamente l’uso di animali nei test post-commercializzazione.


Quindi?


Se prima la situazione dei test in Cina era complessa, dal primo gennaio 2021 lo è ancora di più.


Prima di queste modifiche del 2021, seguivamo una regola semplice: se un marchio cosmetico importava e vendeva uno dei suoi prodotti cosmetici in Cina, doveva testare sugli animali e quindi non poteva essere cruelty-free.


Ora, con le recenti modifiche, è diventato molto più complesso.


Non basterà più sapere se un marchio vende in Cina per sapere se è cruelty-free o meno. Ogni marchio andrà valutato caso per caso. E sappiamo che i marchi non sono pienamente trasparenti, per cui non sarà affatto facile.


Non ci resta che aspettare e vedere se queste nuove leggi cinesi ci porteranno sempre più vicino a un mondo cruelty-free!



L’articolo è praticamente stato riadattato da questo articolo di Ethical Elephant.


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